©Zizaburz
5b: 3 lettere, due in busta, una senza
5b prima lettera, non busta, foglio A4, a linee; mano molto simile a Josette (?), ma della mamma di Felice. Schaffh(ausen) den 15 Juli <1943>
5b in busta con solito indirizzo sul recto (Distac<c>amento) e timbro rotondo solito TROBASO NOVARA e data 14.7.43, 1 + 1 fogli quadrettati A4, mano di Josette. Ordino per data. La seguente ha in alto sn il numero 21. Trobaso il 13.7.43.
5b busta, non numero. Quadrett. Due fori a 1/3 dalla metà orizz. Trobaso il 14.7.43
5b in busta con solito indirizzo sul recto (Distac<c>amento) e timbro rotondo solito TROBASO NOVARA e data 14.7.43, 1 + 1 fogli quadrettati A4, mano di Josette. Ordino per data. La seguente ha in alto sn il numero 21.
(dx) Trobaso il 13.7.43 / (centrato) Mio Felice adorato. / Ti sto scrivendo dal mio letto perché non / mi posso più muovere. Figurati che ieri mat<t>ina / quando mi sono alzata avevo un piccolo dolore / sotto il piede destro: una cosa di niente, e non ci / feci caso; puoi (sic) a mezzo giorno, quando sono / andata a fare l’im<i>ezione, non avevo più niente. / Verso le 3 del pomeriggio mi ricomincia ancora / a far male; puoi (sic) andrei (sic) a Intra e a Ballan/za (sic): a Intra a prendere le foto che ho / fatto rifare: le tue in militare e una delle / mie; poi a Ballanza (sic) alla Montecanina (sic) per / vedere se mi lasciano a casa (una sillaba canc.) 3 mesi; ma / non c’era il diretto: allora dovrò andarvi una / altra volta. Appena giunta a casa, mi presi dei / forti dolori sotto il piede, e andai dal vecchio / me(…?) che dicono guarisca bene (sopra una parola canc.) le slogature. Vi andai, / e lui mi ha messo una pomata e (una sillaba canc.) tutta la notte non ho dormito, e un male terribile. Questa / mat<t>ina non ne posso più: non posso met<t>ere / il piede in terra che griderei del (sic) dolore; oso / sperare che guarisca presto, altrimenti impazzisco. /1v/ Se mi fa ancora male, questa sera faccio chiamare / il dottore. / Questa notte sono passati gli areoplani (sic): che / rumore! Siccome non potevo dormire, ho pensato tanto / a te mio dolce amore; mio Felice adorato, ti amo, / ti amo perdutamente: tu sei la mia vita, la mia / felicità. / Ora termino perché mi fa troppo male il / mio piede; scusa la mia scrittura, ma sono a letto. / Ricevi da chi tanto ti vuol bene tanti saluti; / caramente ti bacio e vorrei averti vicino a me / per dimenticare il mio dolore. / (dx) Tua per tutta la vita / Josette.
(sotto, centrato)
Non allarmarti per il mio piede: / guarirà presto. / (dx) Ciao mio Felice, mio dolce sogno / fatto realtà: ti amo, ti amo con / tutte le mie forze e sinceramente.
5b busta, non numero. Quadrett. Due fori a 1/3 dalla metà orizz.
(dx) Trobaso il 14.7.43 / (centrato) Amato mio Felice. / Sempre dal mio letto ti sto scrivendo; a letto / il piede mi fa meno male oggi: ma, se mi voglio / alzare, non posso stare in piedi, tanto mi fa male; / è incredibile: non so come ho potuto farmi così male: / ho il piede tutto gonfio, e ieri sera mi faceva male / tutta la gamba, ma oggi sto meglio. / Ti ho detto (un foro) che son passati gli aeroplani (sic): / erano 500 e hanno bombardato (una sillaba canc.) Torino; la ra/dio <h>a an<n>u<n>ciato 180 morti, i primi ac<c>ertati: / questa notte non gli (sic) ho sentiti. / Se tu sapessi, Felice, come trovo il tempo / lungo alla (sic) notte quando non posso dormire: / mi giro e rigiro ci(nq canc. dal foro?)uanta volte in un’ora. Ho! / come vorrei averti vicino a me: forse potrei trovare / il sonno, ma anche se non dormo (sic) tu mi saresti / vicino, e questo mi basterebbe a rendermi felice. / Se tu sapessi quanto ti penso, in questi giorni / che non dormo ne giorno n’e (sic) notte: penso al nostro / avvenire che sarà così bello poiché ci amiamo e / ci vogliamo rendere felice (sic) entrambi; tutta la mia / vita la voglio dedicare al nostro amore, per render/ti felice. Tu sei tutto per me: quante volte nel /1v/ nel (sic) corso della giornata guardo e bacio la tua foto; / l’unica gioia che ho è contemplare il tuo caro viso: / sì, Felice, perché dobbiamo essere sempre separati; così / vorrei correre nelle tue braccia, a ritrovare il mio nido / fatto d’amore, dirti quanto ti amo e restare sempre / assieme a te. / Ora termino, perché comincio a stancarmi: ciao, / mio Felice amato: passa una buona giornata, e / pensa alla tua piccola inferma condan<n>ata a restare / a letto, mentre fuori (ris canc. dal foro)plende un sole da far morire / dalla rabbia. Ciao, mio adorato: ti bacio appas<s>ion/natamente (sic) e ti penso tanto, troppo; ti amo, mio / Felice, e vorrei scappare da te. / (dx) Tua per sempre Josette./
(sotto)
Scusa la scrittura, m(a canc. dal foro) in letto non si scrive bene. / Ti ho detto che il Ba(…?) viene a casa per sempre il mese / venturo: si è fatto (una parola canc.) esonerare dalla Fiat / di Torino, e così viene a casa.
5b prima lettera, non busta, foglio A4, a linee; mano molto simile a Josette (?), ma della mamma di Felice.
(dx) Schaffh(ausen) den 15 Juli <1943>. / (quasi centrato) Mio Caro Felice. / Vengo con questa mia a ringraziarti del<l>e tue due lettere; contentissima sono / nel sentire che tu non vai più con le tradotte, che non sei attendente: meglio / così: In quanto al<lo> stabilimento di Intra, sarebbe troppo bello, nev<v>ero? / Felice, dim<m>i un po’: <h>ai tu avuto qualchecosa con Dierce (?) che non mi scrive? / Op<p>ure non gli <h>ai tu detto a Geni (?) è Dirce (?) che ti vuoi sposare? Op<p>ure <h>a / forse Josett<e> detto qualcosa a qualchuno (sic)? Io non so capire: essa cor<r>isponde / con Iiuili (?), ma non con mé. Non ver<r>ò mai più a Trobaso, / perché se tu non gli avresti (sic) detto che ti sposavi avresti fatto molto molto / male. Tu non devi dimenticarti che sei stato contento di aver avuto / Dierce (?); va bene che ora <h>ai Josett<e>, ma non devi dimenticare che la gente / parlano (sic) è (sic) Geni (?) non vuole: cosa ne pensano se tu vai a mangiare da / Josette? Tu devi prima parlare con loro, così non ti potranno rimpro/verare niente, ti pare? È meglio far le cose con calma. Dierce è una / povera disgraziata con quel Geni (?), è (sic) Sonia non devi dimenticare che / ti à fatto da mamma, ed essa ne avrebbe tanto male; e tu recoma/nda (sic) a Josett<e> di non dir mai nulla sul conto di Geni (?) e Dierce (sic): ti / prego, Felice. Sap<p>i che Köbi è stato fortemente amallato (sic); sabato scorso / quando venne aveva la feb<b>re, è (sic) domenica pure continuava <a> lamentarsi / che gli fa male al collo: insomma, domenica sera aveva 40 gr. di feb<b>re: / mandai <a> chiamare sua mamma e sorella; subito chiamai il dottore / Rümpli: quasi non prendeva più fiato: aveva hals (sic) angina. / Og<g>i però <h>a potuto alzarsi è (sic) sta meglio, mà (sic) è magro magro: ecco / le sue ferie come sono andate a finire. Ei ti saluta, è (sic) se <h>ai ricevu/to la sua lettera. Il Geburtschein l’ò mandato a Josette / la settimana scorsa: essa <h>a più premura di te di sposarsi: / speriamo che presto tutto sarà in buon ordine. Scrivi a Peter di /1v/ scrivermi, è (sic) se à ricevuto la mia lettera; recomandagli (sic) di stare / alerta (sic) che non gli succedda (sic) nulla, è (sic) tu pure, Felice. Per ora / ti saluto e ti bacio caramente. Tua mamma che sempre / ti pensa; ti mando un grosso bacione è (sic) mille carezze. Tua / (centrato) mamma. Ar<r>ivederci presto.
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