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Lettera 4a

Lettera 4a

 

4a prima busta:

 

sul recto: francobollo asportato, un timbro rotondo (28 mm.) con la scritta “TROBASO / NOVARA” e la data “2.7.43” e piccola parte di una seconda identica impronta (le date dei timbri sempre fra **), e l’indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a

 

Base T. M. Balcani / compagnia 350 autonoma / caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara).

 

In alto sn il numero XII (?).

 

4a prima busta prima lettera, 2 ff.: Trobaso il 1.7.43

 

4a seconda busta:

 

sul recto: francobollo asportato, un timbro rotondo (28 mm.) quasi intero con la scritta “TROBASO / NOVARA” e la data “6.7.43” (le date dei timbri sempre fra **) e l’indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4 a

 

Base T. M. Balcani / comp. 350 autonoma / caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara).

 

Ha il numero 15 in alto sn.(dx) Trobaso il 5.7.43

 

(annesso un frammento di agenda, con scritta non decifrata. indirizzo di Rina Juris (?))

LETTERA 4A - DATA 02_07_43

 

4a prima busta prima lettera, 2 ff.:

 

(dx) Trobaso il 1.7.43 / (centrato) Mein geliebter Felice. / Ho ricevuto oggi la tua cara lettera che mi <h>a resa / così felice; se tu sapessi con che ansia io aspetto il / postino: quando lo vedo arrivare davanti a casa penso / sempre “Ci sarà posta per me: sì, no?” tanto a volte è sì / ma qualche volta no. La mia consolazione è pensare / “Domani forse”: e sempre sino ad oggi l’indomani / c’era posta. Le tue lettere sono per me un raggio di / sole intenso nella mia vita: mi portano la gioia, la felicità; in esse ritrovo le tue calde parole piene di / dolcezza e di forza: se tu sapessi come sono contenta / nel leggerle. / Felice, appena avrò occasione di vedere / Giacoletti glielo dirò: forse domani quando passerà davanti a casa mia per recarsi al lavoro glielo / dirò. Ho (sic) come vorrei anch’io che tu fossi vicino a / me: sarebbe così bello averti, mio adorato, almeno / tutte le sere con me, dirti tutto il mio amore non / nelle lettere ma a voce vicino a te nelle tue braccia, / che saran<n>o per me il più dolce rifugio, il mio nido / (una parola canc) prediletto, dove è così bello a (sic) sognare la / nostra vita futura del nostro nido: a (sic) noi due che (?) / saremo così felici, nevvero? /

 

(segue sul bordo sn in verticale dal basso)

 

Ti mando le foto: sono soltanto 7 (?): l’altra ci (sic) sono dimenticati / di farla; te <la> manderò appena fat<t>a. Mi (una sillaba canc.) vuoi dare la tua alta (sic)? Quella / in divisa tienila pure (?) perché ne ho fatte fare per inviare alla mamma / (centrato) Grues<s>e (?)

 

/1v/ Caro, ma tu sei pazzo di inviarmi i buoni del / pane: devi pensare tu a mangiare e non occuparti di noi; in qualche modo c’e (sic) la caveremo sempre. Ti ringrazio / tanto tanto, ma prima devi mangiare tu per / rimetterti (?) in forza: <h>ai capito mio caro? / Felice, vedo che la tua mamma non ti / scrive; non devi essere così in pensiero per lei, perché / lei ora sta bene:forse è la posta che non va bene. / Io gli (sic) ho scritto subito quando lei mi scrisse, e / aspetto ora la sua risposta, ma spero che a quest’ora / avrà scritto anche a te. È così felice, cara mammina, a l’idea che presto ci sposiamo, e io ancora più di lei; / e tu devi mangiare, e non pensare troppo, perché allora / farò come te anch’io. Ti ringrazio, mio caro, di non / dimenticarmi nelle tue preg<h>iere, come io neppure ti / dimentico; quando prego sembra <che> tu sei nlle mie / preg<h>iere: prego perché tu ritorni sano e salvo da / questo conflitto. / Sai, Felice, io non ho ancora ripreso il / lavoro; starò a casa sino al 10 di questo mese, e / se c’è bisogno ancora oltre; non posso andare in / montagna con la signora Frigo (?) perché ogni giorno / debbo fare iniezione; mi dispiace tanto, ma è così: / ho sempre un po’ febbre ogni giorno, ma la bronchite (?)

 

/2r/ è quasi guarita; sono ancora un po’ stanca, ma passerà. La / settimana scorsa ho dovuto stare a casa, ma questa settimana / il dottore mi ha detto di uscire un po’, cosiché oggi sono / uscita con la mamma: lei è andata a Ussebio (Unchio?) a piantare / i fagioli, ed (una sillaba canc.) io ho preso un libro e mi sono seduta / vicino al giardino a leggere: e quando lei ebbe finito / siamo ritornate piano piano, ed ora al mio ritorno / scrivo al diletto del mio cuore. / Allora: adesso ti hanno cambiato nome il (sic) tedesco; / lasciali dire: tu sei sempre il mio Felice che io amo / tanto. Vedo che il ricordo delle poche ore di felicità passate / accanto a me destano nel tuo cuore una violenta / com<m>ozione, essendo ora lontano di (sic) me e in vestiti militari: / ma tu ritornerai presto vicino a me, e allora dimen/ticherai quel brutto tempo passato per pensare solo alla felicità presente e quella che verrà. Io quello / orribile passato voglio fartelo dimenticare con tutto il / mio amore: voglio rendere a<i> tuoi occhi la gioia /2v/ di vivere e la felicità. Voglio vederti felice: sarà così bello quando saremo assieme, che non si (sic) diremo mai / più addio, che io sarà la tua sposa e tu il mio / adorato maritino davanti a Dio e <a>gli uomini, ben/ché tu lo sia già per me; ma questo non basta per / averti vicino a me sempre sempre anche la notte: / ma verrà, e sarò così contenta; tu sarai il re del / nostro nido, e io ti accontenterò in tutto, mio (due sillabe canc.) / diletto. / Ti ringrazio tanto della tua cartolina: mi sembra / che sia a (?) Santa (due parole canc.) Croce (?), per andare su al M: (?) / Chasseron: oh! come vorrei andare in una piccola baita / come quella con te, lontano da tutti: ma se tu dici / che verrà ne sono molto contenta. / Ti mando i saluti dai miei, bacio della mamma / e della tua piccola le più calde carezze, malgrado che ho le / mani di carettero (?), e una pioggia di baci: tua per sempre / (dx) Joset<t>a (?). (A sn la parola “Felice”, ma il foglio è tagliato subito sotto. La parola quindi chiude l’aggiunta sul bordo).

 

(segue sul bordo sn in verticale dall’alto)

 

Aufi (sic) Wiedersehen mein lieber Gemahl / Non (una sillaba canc.) continuo perché sono stanca / e <sono> quasi 10 minuti che la mamma mi dice / di andare a letto. Gute Nacht mein (in orizzontale, vedi sopra) Felice.

LETTERA 4B - DATA 06_07_43

 

4a seconda busta:

 

sul recto: francobollo asportato, un timbro rotondo (28 mm.) quasi intero con la scritta “TROBASO / NOVARA” e la data “6.7.43” (le date dei timbri sempre fra **) e l’indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / comp. 350 autonoma / caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara).

 

Ha il numero 15 in alto sn.

 

(dx) Trobaso il 5.7.43 / (centrato) Mio caro Felice. / Speravo ricevere oggi la tua 6ta lettera, che non / mi è ancora giunta: ma sino ad oggi non ho ricevutto (sic) / niente. Spero che domani la riceverò; mi duole assai / nel sapere che le nostre lettere vadano così a smarrirsi / mentre noi aspettiamo con ansia quelle missive che / sono per noi un raggio di sole nella nostra vita: <h>ai / tu ricevuto le mie due 6-7? / Credo che quando questa mia ti giungerà a / Venezia tu sarai lontano dalla tua base, e la troverai al / tuo ritorno: ma oso sperare che il giorno che io ti scrivo / tu sia ancora alla tua base; sono così in pensiero / che tu vada via: ma la Madonna ci aiuterà a vicen/da a sopportare il (sic) nostri dolori, e la sua misericordia / è infinita: dunque bisogna sempre sperare nel suo / aiuto. Questa mat<t>ina mi sono lavato (sic) i capelli: ieri / non potevo in qualsia<si> modo pettinarli: ed oggi / sono diventati belli tutti ricci: tu non <h>ai mai visto / i miei capelli appena lavati: sembra che io abbi<a> nella testa una famila (?) del grand (?), che sono ricci e ondulati. / Non ho ancora ripreso il lavoro: te lo (sic) detto nella lettera / di ieri; quello che conto (?) di far cassa: <che> ne dici? /1v/ Ora sto bene, ma ho sempre un po’ febbre. Al mattino però comincia a diminuire; adesso è la mamma che / <h>a da due giorno (sic) il male di ventre: <h>a paura di avere / (una sillaba canc.) l’appendice, ma speriamo di no. Vorrei che andasse / dal dottore, ma non sa decidersi. / Oggi sono stata a casa tutto il giorno, e la mam/ma questa sera mi ha inviata fuori a prendere l’aria: / sono andata a fare l’iniezione, poi ho fatto una piccola / passeggiata. / Il mio amico Giacoletti mi ha detto che per / il tuo esonero stan<n>o facendo la pratiche: sarà una / cosa un po’ lunga. Che bellezza se tu potessi ritornare! / Sono andata dalla Lidia (Edna?) che è ritornata di (sic) / Aosta beata e felice: <h>a ritrovato un altro amore, / un impiegato che gli (sic) vuol molto bene: ha 30 anni / ed è molto serio nella sua intenzione: “così dice lei”. / Io gli (sic) ho augurato buona fortuna; ti manda i suoi saluti come pure quelli di sua nonna: la sua mam/ma è ancora ad Aosta. / Ed (sic) ora che termino, perché la mamma aspetta / per mettermi la ventosa. / Buona notte, mio Felice: fai dei sogni / dorati; ricevi tanti baci e carezze, e con questo l’espressione / più fulgida del mio amore. / Ciao, Felice caro: la tua Josette ti ama tanto tanto. / Tua Josette.

 

(annesso un frammento di agenda, con scritta non decifrata. indirizzo di Rina Juris (?))

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