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Lettera 12b

Lettera 12b

 

12b 3 lettere, due buste:

 

una con indirizzo a matita (mano di Josette) sul recto, vista; sul verso scritta sbiadita a matita: non tracce di francobolli e timbri; indirizzo: sn; Soldato (centrato) Ferri Felice / 4a

 

Base T. M. Balcani / Distac<c>amento / (centrato) caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre.

 

L’altra (contenuto? ) azzurro chiaro, 143 x 98 indirizzo (mano di Josette?) sul recto: sn; Soldato (centrato) Ferri Felice / 4a

 

Base T. M. Balcani / Comp. 350 autonoma / (centrato) caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. In alto dx francobollo verde con re di profilo, incompleto, annullato con timbro incompleto (INTRA?). Sul verso mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara)

LETTERA 12B - LETTERA 1 - DATA 

 

12b prima lettera, in prima busta. Foglio azzurro chiaro a linee non filigr., 210 x 293 mm, mano della mamma di Felice (parla della mamma di Josett., senza e finale). Data incompleta.

 

(dx) Schaffhausen / centrato) Mio caro Felice. / Oggi con gran sorpresa ricevetti due tue lettere è (sic) una della mamma / di Josett. Prima di tutto, caro Felice, sappi che una del<l>e tue due mi / fece piangere assai: non so d’avermi meritato tali rimproveri da parte / tua; tu dici nel<l>a tua che Dirce ti fece leggere la lettera, però / ti faccio noto che tu non l’ai (sic) intesa bene; prima di tutto io / avevo scritto unaltra (sic) lettera, e Dirce non so se te l’avrà detto: ab<b>iamo avuto una piccola lite: era stato (?) per finili (?): ebbene / così essa mi rimproverò ed io gli (sic) rinfac<c>iai quel denaro che ò sempre / mandato quando Peter era a Trobaso, è il<l>udendo che forse se / li avrà tenuti Geni; subito Geni mi rispose una lunga lettera: / io gli scrissi che in quel tempo che Peter era con loro io avevo / sempre mandato del denaro: e così scrissi pure che mi privavo / dala bocca (sic) per mandargliene, sì che mangiavo caf<f>è e latte; / e poi tu lo sapevi quante privazioni <h>o fatto in quel tempo:/ però io non <h>o al<l>uso a te; tu credo che mi conosci: non cera (sic) / bisogno che tu mi rispondessi così. Se tu sapessi quanto quanto / male mi fece (sic) le tue parole; e poi per spiegarti tutto andrebbe / tempo ala (sic) lunga. Sap<p>i pure che la Murari è tornata: io andai due volte a casa sua, e mai cera (sic); questa sera Giuglia (sic) / va essa a prendere l’indirizzo di Beppi; essa sembra che / abbia detto a una che sì opure (sic) che <h>a perduto il tuo indiri/zzo, e che Beppi <h>a il denaro è sic la roba: così te la mando / subito domani appena l’avrò, e tu gli scriverai al più / presto. Ti prego, Felice, io credo d’impazzire: dim<m>i, dov’è Peter? / La mamma di Josett mi scrisse: “Se non sapete dove si / trova, è (sic) che le lettere sono ritornate”. Felice! Perché tu /1v/ non mi scrivi la verità? Se è vero che non’ai (sic) notizie / di Peter, scrivi subito, ma subito, al suo comandante: / per carità, ti prego, e mandami subito l’ultimo indiriz<z>o / di Peter; tu mavevi (sic) scritto che era a Bologna. Dio, Dio, / quanto sof<f>ro: se fino a sabato non ò risposta, parto e / vado a Zurigo, a farlo ricercare dal<l>a Croce Rossa. Fam<m>i saper / tutto: lo devi. Dim<m>i un po’: cos’<h>à Josett che si trova al’ospedale? / Sua mamma mi scrisse che à un male nel ventre: cos’à? E / perché tu non me lo scrivesti? Lultima (sic) lettera che ricevetti / da Josett mi scriveva che era am<m>alata ad’un (sic) piede; non ne capisco / più nulla: perché tanti misteri? Tu <h>ai il dovere di farmi sapere / la verità: scrivi subito e non dimenticarti l’indirizzo di Peter; / se scrivi a Josett, scrivigli (sic) un mio saluto è (sic) che guarisca presto: / io gli (sic) scriverò al più presto. Köbi Grier (?) ti <h>a scritto; ti prego, rispondi/gli: lui lo sa che presto ti sposi, lo sanno tutti. Felice, sabato / sono stata a Stein am R’ein (sic) dal dottor Böhni, è (sic) mi disse / che mi può guarire, che <h>ò a<c>qua è (sic) lui mi fa qualchecosa: però / devo andare da lui nel<l>a clinica: così vado per i 3 settembre / per 4 giorni; sai, la grande cassa paga 5.50 è (sic) il Tricler (sic) 2. / Al giorno costa dodici, sai: vado solo per 4 o cinque giorni, poi / viene a casa tutte le sere una suora a farmi i massaggi, che / paga pure la grande cassa: poi dopo un mese devo andare pure / 4 giorni, è (sic) di nuovo massaggi; un mese dopo di nuovo, e di / nuovo massaggi. Il dottore mi disse che così l’a<c>qua và fuori: / speriamo che tutto vadi (sic) ala (sic) meglio. Non pensare a me, che mangio / come un lupo: qui non si sa cosa sia fame: cè (sic) ancor di tutto. / Ti auguro una felice notte. Tua mamma che sempre ti / pensa. Arivedersi (sic) è scrivi al più presto. Tua mamma. /

 

(aggiunto sotto, a caratteri più piccoli)

 

Se vuoi, scrivi al Fesler (?) una lettera di ringraziamento per tutto cioè (sic) che <h>a fatto / per mè: l’automobile l’a pagata lui quando mi vennero a prendere; è stato lui che mi / à mandato dal Böhni; ei fa ciò che può per me; scrivegli (sic): non si sa mai quanto ne / avremo ancor bisogno, se vuoi? I tuoi amici pure ti salutano: arivederci (sic). L’indirizzo / di Peter, ti prego, non dimenticarti: scrivi.

LETTERA 12B - LETTERA 2 - DATA

 

12b seconda lettera, non busta, foglio quadrettato, mano mamma di Josette (quattro figli, pappa?) 208 x 295, non data.

 

(sn) Mio caro Felice / Oggi ricevetti il tuo caro scritto. Mi sento tante cose / da dirti, ma non so come esprimermi. Dalla tua / sento che mi vuoi tanto bene: di questo ne sono / sicura, non ne dubiterò mai; se oh (sic) quattro figli / del mio sangue, tu <h>ai preso un gran posto nel / nostro cuore, che anche pappa (sic) ti vuol bene: ora / pensiamo a te come si pensa a un figli<o> caro, e / si aspetta con ansia tue notizie e tuo ritorno. / in quanto a quello che oh (sic) fatto per te, è ben poco: / quando penso quello che <h>ai sofferto in poche ore / oh (sic) sentito in te un<a> botta tremenda: oh (sic) compreso / che ti sentivi tanto solo, e tua mamma era / troppo lontana. Pensando a lei, alla tua cara / mammina, oh (sic) cercato del mio meglio di farti / accettare ancora la vita. Prima di questa / tempesta ne dubitavo che Josette potesse amarti / come tu lo desideravi: prendeva questo sentimento / troppo alla leggera, non si rendeva conto che / avrebbe potuto farti soffrire; ma il colpo credo ch’è / stato duro anche per lei: è (sic), come già ti oh (sic) detto, / questo per lei era forse necessario: che noi si / poteva dire tanto che si voleva: eran tutte cose / che lei non poteva comprendere; ora che ah (sic) gli occhi / aperti speriamo che Iddio ci conserva la forza e / la ragione di non farti più soffrire. In quanto / alla sua salute, non toss<isc>e quasi più, ma fa (sic) / ancora un po’ di febbre; spero che possa rimettersi / presto e bene; in quanto al lavoro, non so quando / lo riprenderà. Caro Felice, credo che Josette te / ne avrà già scritto della centura (sic) d<e>i tuoi pantaloni: / oggi per la terza volta Sonia è venuta <a> cercarla, / dicendoci che <h>ai scritto di venire a prenderla: c’à (sic) labbiamo (sic) / a contro cuore consegnata, e babbo ci ah (sic) rimproverate / perché, come penso anchio (sic), Sonia ci deve aver raccontato (sic) / una frottola. Pazienza anche per questo: te ne procureremo / un’altra per quando ritorni. /1v/ Si vede che sono proprio poveretti, e tu per loro vedo / che conti per poco; di non aver (sic) riuscito a separarti di (sic) / Josette non ci (sic) deve garbare. E ora dubito anchio (sic) che il male viene tanto da Edne ), e a tua zia chissà / quante ce ne avranno raccontate, che anche lei, / poveretta, avrà creduto fare bene a consigliarti a / cambiare strada. Ora questo è tutto del passato: / non guardare più indietro; prego il Signore che / ti dia la forza di guardare l’avvenire con calma, / con coraggio. Felice, sento dalla tua che vivi / con una grande paura, che tu pure non sai / da cosa viene: ti prego di non lasciarti abbattere, / che ci saranno giorni migliori anche per te. / Spero che tua mamma ti avrà scritto, e che / siano buone notizie. Ora è tardi: ti auguro / una buona notte, e domando nelle mie / preghiere la grazia che ritorna (sic) il sorriso sulle / tue labbra, e la pace al tuo povero cuore. / Saluti cari da pappa (sic), Odette e ragazzi. / e un affet<t>uoso abbraccio da tua mamma.

LETTERA 12B - LETTERA 3 - DATA

 

12b terza lettera in seconda busta: bianco 210 x 310 a linee non filigr., mano di Josette, matita, non data né numero.

 

(centrato) Felice, mio amore adorato. / Ti scrivo perché quando vieni non posso dirti / tutto quello che io penso; tutto quello ch’io ti scrissi / nella lettera che ti dette (sic) venerdì lo devi dimenticare / per il tuo bene e per me. Non voglio sentirlo a (sic) ripetere / di continuo: mi fa troppo soffrire perché ti amo tanto: / devi pensare che è un male come un altro: ecco tutto. / Questa mattina sto meglio, ma questa notte ho / sofferto orribilmente: ma tutto passa, e adesso sto meglio. / Felice, se tu sapessi quanto quanto io ti / voglio bene, e quanto desidero averti vicino, sola, / potermi gettare nelle tue braccia, mettere le tue labbra / sulle mie e darti tanti bacci (sic)! Il mio cuore bruccia (sic) / dell’amore; con tutto il mio essere ti chiamo: io ti / amo disperatamente, ti amo sempre, e qualunque / cosa accada di me al dispetto del mio male e / di tutto e tutto, tu sei la vita mia; solo accanto / a te è la mia felicità: le tue (in interlinea, sopra due parole canc.) braccia son (in interlinea, sopra è canc.) per me / il mio nido d’amore; non ho che un desiderio: essere / la tua sposa, guarire e essere felice accanto a te; ho bisogno di te, del tuo amore, del tuo affetto: / ho tanto bisogno di essere amata, e solo tu p<u>oi / darmi questo amore. / Felice ti prego, ti supplico di non parlarmi / più del mio male, e di non dirmi più che è colpa tua; / dobbiamo dimenticarlo malgrado tutto: malgrado che è / verità. Io guarirò: sarò sana e forte, e potrò aver bambini: / e questo momento della nostra vita dovrà essere dimenticato / al più presto. Mi <h>ai capito? Io non ti ho mai odiato / per il mio male: sono solo rimasta atter<r>ita dalla paura /1v/ essendo sola e non saper (sic) che far e che dire; e poi è / orribile dover sentire dire dai medici che la persona a / cui tanto si vuole bene …

 

(una linea, per un sottinteso, già detto in altra lettera?)

 

/ Ma ora basta, e di tutte queste storie ne abbiamo / già parlato abbastanza, e non voglio più metersi (sic) a / parlare: basta, basta e basta! / Ti amo; tu sei l’amore mio, la / mia vita, e aspetto da te la mia felicità / futura; tu mi devi portare via al più presto di / qui, altrimenti morirò dai (sic) dispiacere, e non / potrò mai guarire. Voglio andare lontano, ove / nessuno mi conosce, e essere felice con te / tutta la vita; puoi (sic), quando sarà finita la / guerra, andare dalla tua mamma che è / così buona: qui non voglio più stare.

 

(una linea sotto)

 

Ti amo, Felice, ti amo, e non devi / disperarti così per me: non ho che quello / che merito per tutto il male ch’io (sic) ho fatto, / a te e alla mia mamma; Dio castiga sempre tutti quelli che fanno del male: così / sarà per tutti (due parole canc.) e nell’avvenire / verrà per noi la felicità. / Ti bacio con tutto l’ardore del mio /amore, tu (sic) che amo più ch’io (sic) stessa: e tu / amami come io ti amo, sempre e qualunque / cosa accada di noi. / Il mio male e il mio amore ch’io (sic) ti / (porterò canc.) porto e ti porterò sempre debbano (sic) essere per / te una prova del bene ch’io ti voglio.

 

(una riga sotto)

 

Tu sei il mio sposo, il mio più caro / idolo. Tua Josette (sottol.).

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