©Zizaburz
10b due lettere, in due buste
10b lettera in prima busta
Indirizzo, testo e mittente di mano di Josette, penna; indirizzo: (sn) Soldato (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / comp. 350 autonoma / caserma Regina Elena/ (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara). È la mano di Josette? A matita, altra mano: “Saluti (???)”. Sul recto, francobollo asportato, un timbro visto di TROBASO, quasi completo, con data “* 9.7.43 (…) *”; al centro un timbro 24 mm. circa “2 / E (1)”; a dx dell’indirizzo altro timbro, 35 mm., campo illeggibile: parzialmente leggibile la legenda: “* (…) UFFICIO (…)ICO CENSURA R. MARINA (…) *”.
Busta grigia, vista. Su un foglio A4 quadrettato non filigr., non numero.
dx: Trobaso, il: non data. (centrato) Mio caro ed amato Felice. / Oggi ricevetti la tanto cara lettera . / Oh, come sono stata felice nel riceverla, e ancora di più leggendola: anch’io mio Felice ti amo / tanto, ti penso, e sogno sovente al (sic) mostro amore; / anch’io ho grande desiderio di esserti accanto, / solo con te, e di restare con te nelle tue braccia / sino a l’alba, in una felicità senza fine; / quello che sognamo tante volte forse diverrà presto / realtà. Non puoi im<m>aginare come sia grande / la mia gioia nel pensarci (sic), dimenticare nelle / tue forte (sic) braccia tutte quelle brutte cose passate, / ricevere come quel giorno che fu l’ebbrezza di / un grande amore: sentire i nostri cuori battere / a l’unisono, e i nostri corpi avvinti nell’a/more, e formarne uno solo. Quando Paola (? Cada?) / Bianchi ci ha fatto la settimana della giovane (?) / ci ha detto che nel l’amore (sic), e a colui che si / ama bisogna dare tutto, tutto il migliore / di noi stessi: e così sarà con tutto il mio / cuore; voglio darti tutto quando (sic) poss<i>edo di / meglio in me, il mio amore per te è gran/de e forte, e quanto <h>ai avuto di me te /1v/
(ma ci sono altre righe sul bordo sn, che copierò più oltre secondo la logica della continuità del testo)
lo (sic) datto (sic) con tutto il mio amore, perché ti amo, e / ti assicuro che mai nessuno potrà vantarsi e dire / <che> è stata (sic) mia anima e corpo; quello non fu mai: / se (?) il mio corpo è appartenuto ad un altro, mai il mio pensiero, la mia volontà e la mia anima / sono stato (sic) suoi, e non so come un uomo possa / considerare un corpo senz’anima, senza amore; a te / ti ho datto (sic) tutta la mia anima, il mio cuore / e il mio corpo erano difuso (sic) nel mio amore: io / ti amo, sono tua, e non me ne vergognerei di / gridarlo a la faccia del mondo, perché tu mi / ami e ho fiducia in te. / Ti sto scrivendo vicino alla foto di tua / mamma, e il suo dolce viso mi sorride; ho messo / un bel mazzo di fiori vicino al suo ritratto, e / uno ancora più bello davanti al tuo; sono dal(illegg.) / a (illegg.) al suo, e tutti (illegg.: flaiculi ?) e verdura / primaverile nel tuo. Sono andata ad Urichio (?) / a cogliegli (sic) dalla zia: ne avevo pieno (sic) le braccia, / e una signora che era là dalla zia mi ha detto / che sembravo la Primavera in persona: io desi/dero solo essere la Primavera del mio Felice. / Oggi sono andata a cogliere le more con Jeanne (sic); / se tu mi avessi vista: sembravo una zingara e non / la tua piccola moglie! Credo che non mi avresti ricono/sciuto. Domenica se è bello vado lassù in montagna / a cogliere le mirtille (sic). Ti dirò se l’ascensione /
(continua sul bordo sn in verticale, tre linee)
è andata bene, se sono ancora in gamba per andare in montagna. Ti scriverò più / a lungo domani, perché abbiamo dovuto correre molto per non prendere l’acqua: e allora / ho male di testa. Ciao mio dolce amore, mio Felice adorato: ti amo e ti penso. Tanti baci. Josette (sottol.).
(da 1r sul bordo sn, in alto a matita)
Felice, ti prego di non alludere (sic) / mai nelle tue lettere a quanto è / fra noi, perché credo che qualcuno / me le legge; scrivile (?) in tedesco: capisco lo stesso.
(in basso, tre linee)
Ti mando il petalo / di un fiore e un po’ di verdura.
(il petalo c’è).
10b lettera in seconda busta
Indirizzo, testo e mittente di mano di Josette, penna; indirizzo: (sn) Soldato / Ferri Felice / (centrato) 4a Base T. M. Balcani / comp. 350 autonoma / caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara). Sul recto, francobollo quasi integro 25 cent., verde, viso di profilo del re, annullato con timbro visto di TROBASO, a metà circa, con data “* (…) 7.43 (…) *”. Accanto ad un altro sbiadito.
Busta grigia, vista. Un foglio A4 quadrettato non filigr., in alto sn il numero 14. E un mezzo foglio A4 quadrettato con continuazioni da stabilire.
dx: Trobaso, il 3.7.43. / (centrato) Felice mio caro. / Ricevetti oggi il tuo espresso che tanto / mi fece piacere essendo una longua (sic, francese? ) lettera; come mai / non hai ricevuto la mia lettera? Sono spiacente: se vado / penso (?) chissà in che mano capiteranno? Ma oso sperare / che a quest’ora ti saranno giunte, vero? Tu mi dici / di scriverti ancora di nuovo le due lettere, ma come / fare? Io so pressa poco (sic) tutto quello che ti ho scritto, / ma dirti quello che io ho scritto sia nella 6ta 7a / (e canc,) non posso, perchè forse ti ripeterei, forse un’altra / lettera: e ne ho scritte parecchie dopo (una sillaba canc.) queste, / ma in tutti <i> casi se lo vuoi veramente te le scri/verò di nuovo; ma non dirmi che quelle lettere / sono un romanzo bello: deve essere uno scompiglio / di parole. / Per le carte scriverò alla tua mamma / per chiedergli (sic) informazione. / Sai, Felice, ho preso sino ad ora le lettere,/ ma ne manca una: il numero 6. Ho preso il 7 e / non il (sic) 8: forse mi arriverà domani. / Tu mi dici che alla tua base gli elementi / pessimi vengono rimandati ai (interlinea, corretto su alle) loro reggimenti: /1v/ allora resterete in poco (sic) là! Vedo, mio caro, che <h>ai tanto lavoro: devi (cher canc., francese) cercare di non affaticarti tanto. / Sono contenta che il latte e la polenta ti faccia / del bene: così ti potrai ristabilire per bene. / Vedo che il mio caro Felice pensa tanto alla sua / Josette; se tu sapessi quanto ti penso anch’io, e quanto / il tuo ricordo sia vivo in me: ogni giorno rivivo i giorni / felice (sic) trascorsi assieme, giorni che non dimenticherò mai / più; solo pensando che il nostro avvenire sarà come / quei (una sillaba canc.) momenti così bello mi dà una grande forza; anche se nell’avvenire si dovrebbe (sic) lottare per far fronte / alle difficoltà materiali, ci sarà sempre il nostro amore / così forte e così ardente che ci sor<r>eg<g>erà, che ci aiuterà: sarà / per noi la fiamma della nostra vita, quella che ci darà / la forza, la vita e la gioia; accanto a te ogni sacrificio / sarebbe per me una lieta cossa (sic), pensando: “in cambio / avrò tutto l’amore del mio marito adorato”. / Caro, ieri sera ho detto a Giacoletti per il / tuo esonero; mi ha detto che farà tutto il suo possibile / per te. Oh! Come sono contenta di averti (vini canc.) vicino a / me, poter pensare “questa sera vedrò Felice; domenica / tutto il giorno saremo assieme”. Oh! Che bella cosa; come / vorrei che tu ritornassi, mio caro, caro amore. / Vedo che la tua zia è stata poco cortese / 2r/ con te: non darti nemmeno una risposta. Dimmi, Felice: / allora non è mica vero che tu ai scritto a loro di venire / a casa mia a prendere la tua cintura? / Mio Felice, le mie parole sono dunque così incom/prendibili (sic)? Allora ti ripeto più chiaro quanto ho voluto / dirti. / Tante volte penso che a forza di prodigarti carezze / e baci tu te ne stancherai: allora mi dirai “adesso basta, / come ti ho detto tante …….” manderai via (sic) Oppure soffrerai (sic) / quei impeti (?) amorosi? E se ti dico che non riconosco più / il mio cuore, e che è diventato pazzo sì d’amore per te / è facile a capire: questo amore mi fa impazzire essendo nell’impossibilità di esserti vicina: mi capisci adesso? /2v/ Io ti amo, ti amo così tanto che questo amore mi fa / impazzire. / <H>ai ricevuto la lettera con le foto? Il vestito giallo / mi sta mica male. / Ora sono quasi guarita: domani vado dal dottore / di Trobaso per chiedergli che mi faccia il certificato / di stare a casa 3 mesi; puoi (sic) vado a lavorare dal Moscardin / e dopo 1 o 3 mesi chercherò (sic. franc.) il modo di farmi licenziare. / Ti mando i saluti dai miei; la mamma / contrac<c>ambia il tuo bacio: lei ti pensa tanto. / Caramente ti saluto e ti bacio, con tutta / la forza delle mie braccia vorrei stringerti a me. / Oh, Felice, se tu sapessi quanto quanto ti amo! / Amor mio, buona notte. Tua Josette (sottol). (sul bordo sn, matita, 2 linee) Il pacco (?) lo (sic) spedito; lo (sic) scritto alla / tua mamma.
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